Tre cacciatori braccati da un gruppo di animalisti vegani. E’ accaduto a Rondissone. Una brutta storia per i tre amici.

Tre cacciatori braccati da animalisti

Le proteste, di vario genere, contro i cacciatori, negli ultimi tempi hanno visto un’impennata notevole. Non passa settimana, infatti, senza che si registrino casi capaci anche di chiudersi con un’aggressione. Non è stato questo, fortunatamente, il finale di quanto avvenuto pochi giorni fa nelle campagne di Rondissone, e reso pubblico dalla pagina Facebook «Il Nuovo Cacciatore Piemontese».

L’episodio

«Sabato 10 novembre – si legge – a Rondissone (ATC TO1), tre amici cacciatori hanno vissuto un’esperienza alquanto sgradevole con un gruppo di fanatici (alcuni coperti in volto con una sciarpa), in gran parte donne, presentatisi loro come animalisti e vegani. Per tre ore, a partire dalle 7,45, i cacciatori sono stati molestati, disturbati, insultati, provocati, diffamati, minacciati e aggrediti verbalmente da questa decina di persone, e da uno in particolare di loro che capitanava il manipolo. I nostri amici non hanno mai colto le provocazioni, prima invitandoli ad allontanarsi, ma poi, nulla ottenendo, e vista la pervicacia dei molestatori, hanno chiamato le Forze dell’Ordine, telefonando in un primo tempo al 112 e ricevendo rassicurazioni sul fatto di poter continuare regolarmente l’attività venatoria. Sono state chiamate anche due diverse stazioni dei Carabinieri. Sentita anche la Questura di Torino che confermava le indicazioni già ricevute, e la propria associazione venatoria di riferimento, chiedendo l’invio di qualche guardia volontaria, ma senza ottenere riscontro alcuno. La situazione s’è sbloccata solo quando i cacciatori, ormai strettamente tallonati dal gruppo di animalisti, e così impediti ad esercitare la loro attività, sono tornati alle auto ed hanno scoperto che questi avevano parcheggiato vicino a loro. Casualmente in quel momento in zona è transitata una pattuglia dei Carabinieri e i cacciatori hanno cercato d’attirare l’attenzione sbracciando: i disturbatori, che comunicavano tra loro per radio, forse credendo che i militi fossero giunti sul posto per loro, si sono dati ad una velocissima fuga».

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La denuncia

La storia però non finirà così, perché i tre cacciatori hanno presentato denuncia nei confronti di queste persone, fornendo indicazioni utili alla loro individuazione, compreso il numero di targa della loro automobile.

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