Il gruppo Cai di Saluggia insieme a quello di Vercelli in gita tra le ricchezze naturali di Livorno Ferraris sabato 29 settembre.

Cai in gita

Il Cai di Vercelli e la sottosezione di Saluggia  hanno organizzato una camminata in campagna sabato 29 settembre. I due gruppi spiegano:

«Obiettivo, oltre a quello naturalmente di trascorrere bei momenti in compagnia, è stato quello di far conoscere alcune realtà del nostro territorio. Realtà sapientemente gestite e coordinate, non possono che avere risvolti positivi in termini culturali, di salute, negli ambiti di biodiversità, enogastronomia, turismo e quindi anche occupazione».

L’appuntamento è stato nelle frazioni di Colombara e Castell’Apertole, a Livorno Ferraris. Ricca partecipazione con 46 persone da parte di entrambe le sezioni.

Il programma

I partecipanti hanno percorso i sentieri storici dei Templari e della via Francigena. Il percorso di circa 8 chilometri ha toccato piazzale Colombara, casello ripartitore delle acque Magrelli, sentiero canale Magrelli. E poi ancora  strada tra risaie, Castell’Apertole, centro tartarughe Emys, Cascina Mandria, canale Lamporasso, Colombara. A Castell’Apertole i partecipanti si sono fermati al centro inaugurato di recente e dedicato alla salvaguardia della tartaruga emys orbicularis a rischio estinzione. Qui grazie al lavoro di Riccardo Cavalcante e ai suoi collaboratori sono state realizzate diverse vasche artificiali e un laghetto per ricreare l’ambiente della emys e seguirla durante gli stadi di crescita. A Renzo Aimaro apicultore si deve invece il “totem”, struttura metallica vetrata a pianta ottagonale e protetta nella parte superiore da una rete, dove è esposta un’arnia didattica. Si è proseguito a Castell’Apertole verso palazzo Chiablese, residenza di caccia dei Savoia, ora sede del Chicco d’Oro.

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L’Ecomuseo

Il gruppo si è quindi rimesso in cammino alla volta della cascina Mandria. Poi lungo il canale Lamporasso ha raggiunto la tenuta Torrone della Colombara. Qui Mario Donato ha fatto da guida all’Ecomuseo del Territorio, allestito in alcuni locali della Tenuta, dove sono esposti cimeli e ricostruiti gli ambienti delle abitazioni della vita contadina tra il 1800 e il 1900. Ultima tappa è stato il dormitorio delle mondine, vere protagoniste del duro lavoro nelle risaie. La giornata si è conclusa con una merenda sinoira all’Osteria dei Cacciatori e Pescatori, dove si sono consumati alcuni piatti tipici della cucina piemontese. «Si auspica che il piacevole e interessante pomeriggio trascorso insieme possa essere il primo di altri eventi simili per gli anni a venire – confidano dal Cai – e che costituisca uno spunto per incentivare la conoscenza delle nostre terre, ricche di una storia che ormai pochi conoscono ma che non può non essere tramandata».

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