E’ celebrata in centro città e non alla San Pietro la Santa Messa di oggi, domenica 2 settembre.  Si tratta della funzione in onore dei Corpi Santi a Settimo Torinese.

La Santa Messa sarà in piazza

Si sta svolgendo in piazza della Libertà la Santa Messa solenne in onore dei Corpi Santi. Una scelta, sostenuta anche dal Centro di Studi Settimesi guidato da Franco Ferraresi, per permettere a tutte le parrocchie e a tutta la cittadinanza di partecipare alla celebrazione e alla processione dei Corpi Santi.

La tradizione

E’ lunga e va rintracciata nei secoli scorsi la tradizione della ricorrenza settimese. Questa, fino al 1681 a Settimo si celebrava San Pietro in Vincoli, titolare della chiesa parrocchiale, la cui festa liturgica cadeva il 1° agosto. E’ possibile che in quell’occasione si tenesse anche una sorta di fiera, successivamente spostata quando la festa venne soppiantata da quella dei Santi Martiri. San Pietro, patrono dei pescatori, doveva davvero riscuotere grande devozione visto che lo troviamo raffigurato un piedi con le chiavi del Paradiso in mano in atto di vegliare sull’abitato di Settimo sulla copertina di un antico faldone catastale. Di San Pietro tuttavia la Comunità non aveva una reliquia da poter venerare; c’è da dire che a quei tempi ogni pretesto era valido per ergersi nei confronti dei paesi vicini e l’occasione si presentò quando i Padri Gesuiti della tenuta di San Giorgio, nella persona di Padre Dionigi, offrirono di barattare una serie di reliquie provenienti dalle catacombe romane in cambio di alcune agevolazioni per l’utilizzo delle acque.

La scelta

Il 18 maggio 1681 il Consiglio comunale delibera di comunicare a Roma la data per la traslazione di dette reliquie, da tenersi il successivo 31 agosto, ultima domenica del mese, tra la trebbiatura del grano e il terzo taglio del fieno e quindi periodo propizio per l’organizzazione dei festeggiamenti che, come si legge nei documenti rinvenuti negli anni a venire, prevedevano già l’utilizzo di botti e fusette, ovvero rudimentali fuochi di artificio. L’ultima domenica di agosto per tre secoli resterà la data istituzionale della festa patronale, che solo dal 1981 verrà spostata alla prima domenica di settembre, al termine delle ferie estive, per favorire una maggior partecipazione di gente. Il 5 luglio dello stesso anno il Papa Innocenzo IX promulga l’indulgenza plenaria a chi, nell’ultima domenica di agosto (oggi valida anche la prima di settembre) si fosse recato nella chiesa parrocchiale di Settimo a pregare “per la pace e la concordia tra i prencipi cristiani, estirpathione dell’heresie, & essaltatione di Santa Madre Chiesa”, come si legge in un “tiletto” diffuso a Torino. Le reliquie appartengono ai santi Martiri Reparato, Lucido, Modesto,Vittoria,Teodora e Onorata ai quali, nel corso del tempo, vengono aggiunte quelle di Marino, Floro, Secondiano, Celestino, Ilario ed altri ancora i cui nomi non sono certi per via degli errori di trascrizione e la scarsa legibbilità dei cartigli che nei secoli hanno cercato di identificarle all’interno delle due “cassiette” dorate che le contengono. Col passare degli anni le vicende si annebbiano e la tradizione popolare prende il sopravvento sui documenti; ad un certo punto, prendendo spunto da un’immagine dipinta sullo specchio dell’antico palliotto che un tempo ornava l’altar maggiore della chiesa e che raffigura quattro martiri riconoscibili dalla palma in mano e che raffigurano un giovane, un uomo e forse due donne le ragazze di Settimo in cerca di marito mettono in circolazione una curiosa cantilena, tramandata fino ad oggi dalla memoria del compianto Piero Dominietto: “O San Vito fa che trovi marito, San Modesto che lo trovi presto; Santa Crescenza, che non resti mai più senza. Santa Reparata fa che non prenda una cantonata”.