Darwin Pastorin, venerdì 28 alle 18.30, a Ivrea presenterà il suo nuovo libro «Lettera a un giovane calciatore» nel salotto di Livré, Libri da bere, il nuovo spazio culturale della cittadina eporediese nato in via Circonvallazione 22

Darwin Pastorin nuova fatica letteraria

Darwin Pastorin, giornalista-scrittore di origine brasiliana, residente a Torino e adottato da Mazzé, paese del Canavese dove è stato anche assessore alla cultura, durante l’estate ha pubblicato «Lettera a un giovane calciatore», una sorta di dialogo che l’autore intrattiene non un campione del calcio ricoperto di milioni, ma con un atleta di provincia, che vive la sua passione sui campi di provincia, tra la polvere e il sogno di diventare un fuoriclasse.

Dalla passione alla pay per view: tutto è calcio

«Guardare al passato per capire il presente». Anche nel calcio questo antico insegnamento è da praticare, secondo Darwin Pastorin. Volgere lo sguardo al calcio che è stato per capire quello moderno. Fatto di televisioni a pagamento, giocatori blindati da addetti stampa sempre più simili a body guard. Impossibile ogni contatto con gli eroi del campo, per caratterizzarlo: vietato. Tutto ridotto a domande pre-confezionate e risposte liofilizzate.

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Una visione non solo bianconera, ma in technicolor

La fede bianconera di Darwin Pastorin non è un mistero, anzi. Ma in Lettera a un giovane calciatore sono tanti i campioni, non solo della Juventus di cui parla e racconta con il suo interlocutore immaginario. E lo spunto, l’ispirazione per questo libro è arrivata dopo la tragedia della squadra carioca, la Chapecoense, il cui aereo su cui viaggiava è precipitato: 71 morti. Si salvarono  solo tre giocatori. La Superga brasiliana, venne ribattezzata, un parallelo di quanto accadde nel 1949 al Grande Torino, nell’incidente in cui morì l’intera, inviabile, squadra granata.