Via delle Terre d’Acqua TAPPA SPETTACOLARE. La definisce così la tappa di oggi, martedì 22 maggio, il nostro camminatore Marco Leone. Inoltre aggiunge: “Mi sembra di essere in un film”. Insomma, l’arrivo a Garzaia di Pomponesco è stato particolarmente entusiasmante.

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Via delle Terre d’Acqua

Prosegue quindi il cammino di Marco Leone che, nonostante il fango ha chiuso in bellezza anche questa nuova tappa.

“Ieri sera – racconta – ho deciso di partire con calma visto che nel prezzo è inclusa la colazione, quindi meglio approfittarne!
Mangio di tutto e di più, carico lo zaino su Forrest e via si parte”.

La partenza IL VIDEO

La seconda tappa

Tra pioppi e cuculi FOTO E VIDEO

Tappa piena di sorprese IL VIDEO

Direzione Pavia

Arrivo a Pavia

Arrivo a Miradolo

Il diluvio

“Fuori diluvia. Non accendo subito il GPS e sbaglio immediatamente strada. Ok, torno indietro. Dopo due km entro nella Garzaia di Pomponesco. Disastro: 10-15 cm di fango viscidissimo. Sembra di camminare su un budino, quindi procedo con fatica. Dopo circa 3-4 km si entra in un bosco fittissimo dove la strada non esiste più. Cammino su un piccolissimo sentiero dove però sembra di essere nella giungla, procedo quindi con molta attenzione perché son caduti numerosi alberi, molto difficile per Forrest”.

Il bosco a Montecitorio

“Il bosco è sempre più fitto e oscuro, diluvia. E’ un posto molto selvaggio. Porto la massima attenzione a ogni passo. Son già 7 km e intanto penso che se succedesse qualcosa qui, sarebbe un bel problema. Fra l’altro son sommerso da zanzare. Verso 8- 9 km arrivo a un attracco sul Po. Si chiama… Montecitorio!  Per arrivare c’è un piccolo ponte in legno e il fango è dappertutto difficile, rendendo particolarmente difficile stare in piedi. Ovviamente in giro non c’è nessuno, diluvia. Scatto due foto e scappo via. Appena fuori Montecitorio ritrovo un amico: l’argine. Bene bene – penso – la strada è asfaltata”.

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La corsa verso Matteo

“Continua a diluviare e mi sento completamente fradicio: acqua dappertutto. Mi viene freddo e un po’ di mal di pancia, che fare dunque? Fermarsi è una pessima idea, cambiarsi altrettanto: ho solo un ricambio se poi lo bagno son fregato. Idea! Qui si deve correre, se corro il corpo si scalda quindi decido di fare 500 metri di corsa e 500 di cammino veloce così non sudo ma mi scaldo. Funziona. prima si scalda la pancia poi la schiena e anche le mani che erano belle intorpidite. Continuano incessanti gli scrosci d’acqua ma adesso sto bene. Inizio a ragionare su l’arrivo dove mettere la tenda. Ieri mi ha contattato una ragazza, Erica, via Fb, che mi ha passato un nome: Matteo. Lui sente il parroco don Angelo che mi propone il campo da calcio, perfetto: monto la tenda li. Invece arrivo in paese, diluvia sono sempre più zuppo d’acqua, e Matteo mi propone un suo vecchio camper”.

Il camper

“Quasi non ci credo. In cinque minuti ripulisce al volo il tutto e… sono al coperto, troppo bello! Unico piccolo guaio: il coprizaino non ha fatto il suo dovere e il sacco a pelo è completamente fradicio. Il resto invece, per fortuna, è abbastanza asciutto.
Ah, dimenticavo! A 2 km dall’arrivo ho trovato lavori sull’argine, Passo e… mai visto un fango così! Forrest oggi ha fatto veramente fatica. Adesso è fuori che si fa la doccia. In alcuni tratti oggi mi son sentito un po’ esposto, al limite, ma come dice una canzone che dedico a LM “Io lo so che non sono solo anche quando sono solo io lo so che non sono solo ….”.