Prosegue la protesta fuori dallo stabilimento LivaNova di Saluggia. I dipendenti sono fuori dai cancelli da questa mattina, venerdì 22 novembre. Il 2 dicembre ci sarà un altro incontro nella sede di Confindustria a Vercelli.

Crisi LivaNova

Aggiornamento ore 11

Protestano i dipendenti della LivaNova dopo l’annuncio degli 83 licenziamenti. Un presidio che ha preso il via intorno alle 5 di questa mattina, venerdì 22 novembre e che in questo momento è ancora in atto.

Il presidio

I dipendenti sono davanti ai cancelli per un presidio di protesta che impedisce l’accesso anche ai dipendenti delle altre aziende del comprensorio ex Sorin, nonostante gli stessi ieri, giovedì 22 novembre, avessero ricevuto ampie rassicurazione. In campo anche numerosi agenti di Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Municipale, impegnati a garantire la sicurezza e il traffico. Il comunicato diffuso nelle scorse ore parla di “licenziamenti irreversibili”.

Gli esuberi

Inoltre, sono emersi 45 esuberi su 104 dipendenti per quanto riguarda Macroport.

 

Sul posto sono presenti numerosi dipendenti e sono giunti anche alcuni amministratori comunali della zona e della Regione Piemonte.

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Tra questi i sindaci di Saluggia, Firmino Barberis, quello di Chivasso Claudio Castello, quello di Cavagnolo Andrea Gavazza, quello di Lauriano Matilde Casa, quello di Mazzè Marco Formia, quello di Torrazza Massimo Rozzino, quello di Crescentino Vittorio Ferrero e quello di Fontanetto Claudia Demarchi, l’assessore regionale Roberto Rosso e il consigliere Regionale Gianluca Gavazza.

 

Gli incontri

E’ previsto per lunedì 25 novembre l’incontro in Prefettura e assemblea con i dipendenti per il giorno successivo.