Crisi Martor, si apre la trattativa e lunedì 13 gennaio 2020 i dipendenti tornano al lavoro. La decisione è stata adottata durante l’assemblea oggi, sabato 11 a Brandizzo.

Crisi Martor

Era il 19 dicembre 2019 quando il Chivassese vedeva un’altra azienda annunciare una crisi. Era la Martor di Brandizzo che opera nel campo delle automotive. Al suo interno lavoravano e lavorano ancora oggi 117 dipendenti che confezionano componentistica auto. E’ stata proprio l’azienda a comunicare di aver depositato presso il Tribunale di Ivrea la domanda di concordato in continuità, ma con l’intenzione di cessare l’attività.

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Lo sciopero

E dal 20 dicembre scorso i lavoratori hanno scelto, in segno di protesta, di scioperare creando un presidio di fronte ai cancelli dello stabilimento. Un presidio che è andato avanti giorno e notte, feste comprese. I dipendenti hanno trascorso lì il Natale, il Capodanno e l’Epifania. Al loro fianco l’intera comunità brandizzese, l’Amministrazione comunale locale ma anche quella dei comuni limitrofi, la parrocchia, la Città metropolitana, la Regione Piemonte e anche l’Arcivescovo Nosiglia. Tutti lì, insieme a quei 117 dipendenti a combattere una battaglia importante.

L’avvio della trattativa e il ritorno al lavoro

E’ con un comunicato arrivato nel tardo pomeriggio di oggi, sabato 11 gennaio 2020 che i sindacati annunciano le importanti novità. Novità che hanno creato anche divisioni tra i lavoratori, perché c’è chi non concorda con la scelta di tornare a lavorare lunedì 13 gennaio.

“La Fiom Cgil di Torino rende noto che oggi, sabato 11 gennaio, si è tenuta l’assemblea dei lavoratori presso il presidio Martor, per illustrare quanto emerso durante l’incontro di ieri all’Unione Industriale di Torino a cui ha partecipato anche la Direzione della T.erre, azienda del gruppo Borghi, interessata all’affitto del un ramo d’azienda. In quella sede sono state ribadite e sottolineate, le disastrose condizioni economiche/industriali in qui si trova Martor e confermata la richiesta di ammissione al concordato preventivo in continuità depositata presso il Tribunale di Ivrea. Dal canto suo la T.erre ha confermato l’intenzione di investire sul sito di Brandizzo, e di lavorare, per quanto possibile, ad incrementare il numero dei lavoratori da trasferire unitamente al ramo d’azienda, ad oggi previsti in 45 dipendenti. Gli azionisti di Martor a loro volta, si sono resi disponibili a ricollocare,  all’interno delle loro altre società 8 lavoratori, numero ritenuto non ancora soddisfacente dalla Rsu e dalla Fiom Torino. Altre ipotesi di gestione degli esuberi (incentivi e iniziative di ricollocazione in aziende del settore, diritto di precedenza dei dipendenti Martor in mobilità fino al 2022 per nuove assunzioni presso il sito Brandizzese) sono state presentate, e verranno approfondite nel prossimo incontro previsto il 21 gennaio. Edi Lazzi segretario della Fiom di Torino e Luca Pettigiani responsabile della Martor per la Fiom di Torino dichiarano: “siamo di fronte all’avvio concreto di una trattativa per affrontare la drammatica vicenda della Martor. I lavoratori, con grande senso di responsabilità, e consapevoli di aver cambiato le sorti della vertenza attraverso i 23 giorni di lotta, hanno deciso nell’assemblea di oggi a maggioranza di riprendere l’attività lavorativa, anche per evitare l’incombente fallimento della Martor. La Fiom è impegnata insieme ai lavoratori e alla Rsu nella trattativa che rimane per noi finalizzata ad ottenere una soluzione positiva per tutti gli attuali 117 dipendenti”

Il presidio, nonostante questa scelta, di giorno proseguirà anche dopo il ritorno a lavoro dei dipendenti.

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