Il decreto «plastic free» mette a rischio 105 posti. Se n’è discusso lunedì 21 alla Bino con Amministrazione, politica e parti  direttamente interessate.

Il decreto «plastic free»

L’applicazione della direttiva europea  sul tema «plastic free» potrebbe avere delle serie ripercussioni sull’occupazione nelle aziende che producono plastica monouso.
L’Italia è il maggior produttore di questo materiale a livello europeo e conta circa 300 lavoratori in questo settore, con posti di lavoro che, senza un passaggio graduale della normativa, potrebbero essere messi seriamente a rischio. Un tema certamente di primo piano, che politica, organizzazioni sindacali ed aziende stanno cercando di affrontare con un percorso condiviso, per evitare che i rischi tanto paventati possano  diventare realtà.

A rischio 105 posti

Anche Settimo conta, nella produzione di plastica monouso, degli esempi molto importanti. Ed è per questo che l’Amministrazione comunale, e l’assessore al Lavoro Massimo Pace, in prima persona, hanno dato il via ad una serie di tavoli con le diverse parti in causa, al fine di lavorare tutti assieme verso un passaggio  ed un’introduzione graduale di questa direttiva.
La Bibo  di Settimo, è una delle storiche fabbriche del territorio produttrici di plastica monouso.  nel pomeriggio di lunedì 21 gennaio,  si è svolto un incontro promosso proprio dal Comune, con la partecipazione dell’azienda, dei sindacati e dei rappresentanti delle fabbriche impegnate nella produzione di plastica monouso, con il coinvolgimento dei parlamentari del territorio.

La politica

All’appello  lanciato dall’assessore Pace hanno risposto la deputata dei Cinque Stelle Jessica Costanzo e quella di Forza Italia Claudia Porchietto.
«Come città di Settimo intendiamo favorire un proficuo dialogo tra i produttori e i parlamentari piemontesi, nell’interesse dell’ambiente e della salvaguardia dei posti di lavoro – ha chiarito Pace -. Serve assolutamente un percorso di gradualità per evitare che anche sul nostro territorio possa essere messa a rischio l’occupazione. Qui alla Bibo ci sono, in particolare 105 dipendenti».
Preoccupazione, quella espressa da Massimo Pace, che è stata ripresa anche da Paolo Di Santo, titolare dell’azienda:
«Questa direttiva rischia di compromettere il lavoro nelle aziende. Chiediamo dunque un percorso il più possibile condiviso, che ci permetta invece si salvaguardarlo». Le due parlamentari  presenti hanno convenuto sulla delicatezza della questione, pronte ad impegnarsi. «Serve però – ha aggiunto  la Porchietto – la convinzione da parte del Governo, che dovrà introdurre la direttiva».
L’attenzione resta, dunque, puntata sui tempi di attuazione, ancora incerti, anche se la data probabile dovrebbe essere il 2023.

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