Sono in arrivo 90 licenziamenti per lo stabilimento exSorin di Saluggia. Al momento parte però la cassa integrazione.

ExSorin

Ci sono licenziamenti in vista per lo stabilimento exSorin. Non si apre con notizie positive l’anno dei lavoratori di LivaNova. Nel comprensorio industriale di via Crescentino a Saluggia, infatti, la situazione è molto delicata. La paura nel cuore dei lavoratori è molta soprattutto dopo che lunedì scorso è partita nuovamente la cassa integrazione.

La situazione

La preoccupazione è molto accentuata, soprattutto in quei casi dove un’intera famiglia vive con lo stipendio di questa società che un tempo era una certezza per tutti. Saluggia, infatti, ha sempre vantato di possedere questa grande produzione che occupava moltissima parte della sua popolazione. Ma ora i tempi sembrano essere cambiati.

L’incontro

Giovedì scorso, infatti, Severino Gasparini della Cgil di Vercelli ha incontrato i vertici dell’azienda. Un tavolo di confronto dove si è fatto il punto della situazione. A spiegare la situazione non proprio rosea è lo stesso Gasparini: «L’azienda, Sorin Group Italia ha chiesto 8 settimane di cassa integrazione dal 5 febbraio al 31 marzo per un massimo di 783 lavoratori. Attualmente i suoi dipendenti sono 802. Da questa manovra restano fuori i dirigenti e i quadri dunque. E’ presumibile che non vengano svolte tutte le settimane di cassa e che non tutti siano toccati. Ma questa è una decisione dell’azienda».

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Gli esuberi

Si è parlato di esuberi?
«Si, come già lo scorso anno l’azienda ha calcolato che le giornate di cassa attivate sono le giornate lavorative di 90 dipendenti, ecco perché si parla di questi esuberi. Ed è anche vero che se la crisi da strutturale diventasse congiunturale, la società potrebbe prevedere questi licenziamenti. Soprattutto se il lavoro diminuirà. Cosa alla quale noi sindacati ci opporremo, ma è un’eventualità. Al momento i vertici hanno confermato che si continuerà ad utilizzare gli ammortizzatori sociale».