Il Castello di Casalborgone licenzia i dipendenti. E’ proprio l’austriaco David Kubes, uno dei soci di maggioranza, ad intervenire per spiegare la situazione.

Il Castello di Casalborgone licenzia i dipendenti

L’arrivo dei nuovi proprietari del Castello di Casalborgone circa un anno e mezzo fa era stato salutato dai residenti in modo non omogeneo. Alcuni erano contenti perchè l’edificio storico avrebbe potuto avere un nuovo volto lontano dal decadimento in cui si stava andando a trascinare, altri temevano l’uso che i proprietari avrebbero potuto fare del castello, tra chiacchiericci di paese che avevano dipinto i nuovi acquirenti come dei seguaci di qualche setta. Alla fine parevano aver vinto i primi, pur tra qualche criticità al momento dell’approvazione della Variante al Piano Regolatore. Molte persone del territorio avevano trovato un lavoro all’interno del Castello, chi direttamente in cucina o in sala e chi attraverso le imprese che hanno lavorato alla ristrutturazione dell’edificio e alll’abbellimento dle giardino. Questo fino a poco più di una settimana fa, quando quasi tutti i dipendenti (c’è chi dice tredici, altri quasi venti), sono stati licenziati in tronco, vedendo il proprio contratto venire stracciato dai proprietari del Castello. Il fatto, oltre a colpire alcune famiglie all’interno del territorio che si sono trovate senza un lavoro, ha dato nuovo fiato a chi in questa operazione aveva visto un’opportunità per il paese, primo tra tutti il gruppo di maggioranza comunale guidato dal sindaco Francesco Cavallero. Proprio il primo cittadino, pur raccontando di essere in una fase in cui sta monitorando con attenzione la situazione, non riesce a spiegare quanto accaduto e si mostra lui stesso tanto stupito come lo sono le tante persone che ora si sono rivolte ai sindacati per evitare di veder vanificato il proprio contratto di lavoro.

L’intervento di un socio di maggioranza

In un momento così delicato, quando appare necessario più di ogni altra cosa un po’ di chiarezza, ha deciso di raccontare la propria verità l’austriaco David Kubes, uno dei soci di maggioranza del Castello di Casalborgone: «Purtroppo il nostro ex manager del castello ha assunto 24 dipendenti a tempo pieno per un piccolo hotel con 10 camere. Durante l’estate ci siamo impegnati molto per fare più affari possibili, ma sfortunatamente abbiamo avuto una brutta stagione estiva. Il manager è stato licenziato e ora dobbiamo proteggere il business. Vogliamo impedire la chiusura, quindi riduciamo il personale: questo è l’unico modo per evitare la chiusura». Con queste poche parole le speranze per i lavoratori rimasti senza un lavoro appaiono veramente finite qui. Ma se da un lato questa brutta storia pare poter essere ricondotta a una cattiva gestione avuta nei mesi scorsi, dall’altra il rapporto da l’amministrazione comunale e i proprietari del castello appare tutt’altro che buona. «Con il Comune – prosegue Kubes – è molto difficile la situazione legata ai parcheggi. Vogliono forzarci a fare una costruzione molto costosa fra gli alberi con il rischio di danneggiarli. Non vogliamo distruggere la natura e vogliamo affittare un campo fuori dal centro e mettere delle macchine elettriche che permettano l’accesso al castello, ma purtroppo il comune non lo consente». Quanto è dunque reale il rischio che tutto vada allo scatafascio e il castello torni ad essere abbandonato? Senza giri di parole, sempre Kubes non si nasconde dietro a un dito e si mostra comunque fiducioso: «In definitiva attualmente stiamo affrontando una situazione finanziaria molto difficile. Stiamo tutti lavorando sodo per proteggere il progetto e spero di poter avere notizie migliori in futuro».

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