La Vigo chiude definitivamente: a casa tutti i dipendenti di San Mauro a cui sarà attivata la cassa integrazione. Insomma, un Natale amaro.

La Vigo chiude definitivamente

E’ incerto il futuro per i 39 lavoratori della Vigo Autoindustriale di San Mauro. Una situazione delicata, seguita con grande attenzione da sindacati e dalle istituzioni, e che coinvolge entrambi gli stabilimenti della storica azienda: quello sito a Pescarito e quello di Chieri per un totale di 69 dipendenti coinvolti.  La Vigo, società che si occupa di “trasporto di fabbrica” (servizi regolari privati per il trasporto di operai e impiegati con subaffidi di linee per conto di Gtt, Sadem e Canova), attualmente, si trova in liquidazione e cesserà ogni suo esercizio a partire dal 31 dicembre. La situazione più critica è quella dei lavoratori di San Mauro ai quali è previsto un periodo di cassa integrazione, mentre per gli altri, invece, è previsto un assorbimento da parte della Cavourese, società che ha dimostrato interesse presentando un piano di riorganizzazione del servizio. Le procedure sono aperte e potrebbero non escludersi manifestazioni di sensibilizzazione sulla vicenda nelle prossime settimane.

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La vicenda

«I primi sentori sono arrivati tempo fa con il ritardo dei pagamenti ai lavoratori», spiega Antonio Costanza, segretario regionale della Fit Cisl.  Vicende familiari e personali hanno interferito nella gestione della storica aziende piemontese, un tempo leader nella gestione di alcune linee di trasporto e di noleggio di mezzi. Il 22 novembre, la notizia che ha scosso i lavoratori: la chiusura dell’azienda il 31 dicembre e l’avvio delle procedure di licenziamento collettivo. «A comunicarlo è stato l’ingegner Vigo, ormai ottantenne, annunciando la cessazione dell’attività. Stiamo parlando di una realtà che non possiede linee proprie, ma lavora su subappalti, e anche la parte del noleggio è irrisoria. Non ha volumi di lavoro suoi e, attualmente, produce 2.000 euro di debito al giorno».

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Gli stabilimenti

San Mauro come Chieri, sono due gli stabilimenti coinvolti dalla liquidazione, sebbene tra loro vi siano situazioni molto diverse. Chieri infatti presenta un mercato più appetibile, motivo per cui la Cavourese ha presentato un piano industriale volto all’affitto di un ramo d’azienda e, per sei mesi, l’assorbimento dei suoi dipendenti, garantendo la continuità di lavoro.

San Mauro, la situazione più difficile

Situazione più critica per San Mauro, stabilimento in cui i dipendenti sono suddivisi tra noleggio, gestione del subaffido di linee e manutenzione. «Il rischio – spiega Costanza – è che, qualora vi fossero realtà interessate, prendano in carico le linee senza le persone. Per alcuni di loro ci sono delle procedure aperte, una persona andrà a Chieri e quindi sarà assorbita dalla Cavourese, con un’altra persona si sta valutando l’ipotesi del pensionamento».

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