Il management di LivaNova ha incontrato oggi, mercoledì 20 novembre, la RSU e i dipendenti di Saluggia per informarli dell’apertura di una procedura collettiva per 83 posizioni a Saluggia nell’ambito della ristrutturazione dell’azienda. In base a questo piano, la struttura di LivaNova a Saluggia, sarà dedicata alla ricerca e sviluppo e alla produzione di valvole cardiache meccaniche, anelli per annuloplastica, accessori e stent Nitinol. La produzione di valvole cardiache biologiche di LivaNova sarà concentrata nello stabilimento aziendale di Vancouver, Canada.

LivaNova chiude il reparto di valvole biologiche

La struttura di LivaNova a Saluggia,  sarà dedicata alla ricerca e sviluppo e alla produzione di valvole cardiache meccaniche, anelli per annuloplastica, accessori e stent Nitinol. La produzione di valvole cardiache biologiche di LivaNova sarà concentrata nello stabilimento aziendale di Vancouver, Canada. Questo comporterà 83 esuberi nello stabilimento saluggese.

Il comunicato dell’azienda

Dall’azienda, al termine dell’incontro con i lavoratori, arriva un comunicato:

“LivaNova PLC (NASDAQ:LIVN), azienda leader nel mercato della tecnologia medica e dell’innovazione, ha annunciato oggi che interrompe il programma di sostituzione della valvola mitralica transcatetere Caisson (TMVR) e che intraprenderà una ristrutturazione della sua attività di valvole cardiache per migliorare la redditività e garantire la
continuità aziendale.
“È giunto il momento di affrontare il continuo declino che abbiamo sperimentato nel nostro settore delle valvole cardiache. Ristruttureremo e semplificheremo la nostra rete di produzione di valvole cardiache, che eliminerà la ridondanza operativa tra le sedi e ci consentirà di soddisfare i nuovi requisiti normativi”, ha dichiarato Damien McDonald, Chief Executive Officer di LivaNova. “Mentre valutavamo questi cambiamenti insieme a quelli del mercato del trattamento delle patologie cardiache, ci siamo resi conto che non era più possibile continuare a investire nel nostro programma TMVR. Di conseguenza, chiuderemo il programma Caisson TMVR.”

La linea di business delle valvole cardiache di LivaNova ha rappresentato un fatturato di quasi $ 130 milioni per l’intero anno 2018 e negli ultimi cinque anni ha registrato un calo dei risultati sia per le valvole biologiche che meccaniche. Tali contrazioni sono dovute a molteplici condizioni di mercato, mentre i costi di manutenzione del portafoglio prodotti sono aumentati in particolare a causa di requisiti normativi più stringenti. Dopo un’analisi approfondita, la Società ha deciso che è necessaria una ristrutturazione. In base a questo piano, la struttura di LivaNova a Saluggia, in Italia, sarà dedicata alla ricerca e sviluppo e alla produzione di valvole cardiache meccaniche, anelli per annuloplastica, accessori e stent Nitinol. La produzione di valvole cardiache biologiche di LivaNova sarà concentrata nello  stabilimento aziendale di Vancouver, Canada. La chiusura delle attività di Caisson TMVR a Minneapolis, Minnesota, sarà effettiva alla fine del 2019. I pazienti che hanno partecipato a studi clinici relativi a TMVR continueranno a essere seguiti entro i parametri dello studio. Nell’ambito del piano di ristrutturazione, che sarà attuato in base a ogni procedura di informazione e consultazione preventiva con le parti sociali secondo la legislazione locale, si prevede che complessivamente circa 150 dipendenti saranno potenzialmente interessati nei tre siti di Saluggia, Vancouver e Minneapolis.

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Il commento del sindaco di Crescentino, Vittorio Ferrero

“Esprimo grandissima preoccupazione per la gelida notizia che senza preavviso alcuno è giunta quest’oggi allora di pranzo.  L’economia della bassa Chivassese e della bassa Vercellese si regge moltissimo grazie all’impatto produttivo ed occupazionale che genera il Comprensorio Sorin di Saluggia, nel quale lavorano, oggi, oltre 1500 persone. La decisione di LivaNova di spostare in Canada la produzione delle valvole cardiache biologiche getta un’ombra buia sulla tenuta di questo sistema economico.  – dice il sindaco Ferrero – Non si tratta solo degli 83 esuberi annunciati ma anche delle ripercussioni che temo potranno avvenire nel medio lungo periodo. Se oggi decidono di delocalizzare l’unica parte produttiva che, a detta dell’azienda, funziona ed è commercialmente appetibili, domani che cosa succede, ci dobbiamo aspettare altri drastici ridimensionamenti?  Per quanto mi riguarda chiederò alla Regione Piemonte, a tutti i Sindaci del territorio ed a tutti i nostri rappresentati politici di adoperarsi ognuno per quanto di propria competenza per giungere entro brevissimo all’apertura di un tavolo di crisi che possa rivolvere la situazione. Non possiamo permettere che 83 persone siano lasciate a casa e che un sito produttivo di così grande valore per la nostra economia locale abbia prospettive così nefaste. Alle 83 persone oggi colpite così duramente ed a tutti i dipendenti di LivaNova va la mia solidarietà e vicinanza: non siete soli, il vostro territorio è con voi”.

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Il sindaco di Fontanetto Po, Claudia Demarchi

“Condivido la preoccupazione del Sindaco di Crescentino per l’annunciata chiusura della LivaNova di Saluggia. Non dobbiamo lasciare nulla d’intentato per scongiurare questo ennesimo colpo al nostro territorio. Pronta a condividere come Comune di Fontanetto Po ogni iniziativa utile in nome del lavoro e della dignità delle lavoratrici e lavoratori coinvolti”.

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