LivaNova licenzia 83 dipendenti: le reazioni dei lavoratori oggi, giovedì 21 novembre 2019 durante il presidio organizzato davanti a Confindustria a Vercelli.

LivaNova licenzia 83 dipendenti

Il management di LivaNova ieri, mercoledì 20 novembre, ha comunicato l’apertura di una procedura collettiva per 83 posizioni a Saluggia nell’ambito della ristrutturazione dell’azienda. In base a questo piano, la struttura di LivaNova a Saluggia, sarà dedicata alla ricerca e sviluppo e alla produzione di valvole cardiache meccaniche, anelli per annuloplastica, accessori e stent Nitinol. La produzione di valvole cardiache biologiche di LivaNova sarà concentrata nello stabilimento aziendale di Vancouver, Canada.

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Il presidio

Oggi, giovedì 21 novembre 2019, sotto al palazzo di Confindustria, in via Piero Lucca 6 a Vercelli, si sta svolgendo un presidio da parte dei lavoratori dello stabilimento di Saluggia. Lì, presenti con i dipendenti del polo biomedicale piemontese, ci sono anche i sindaci di Saluggia, Firmino Barberis e quello di Crescentino, Vittorio Ferrero. Intanto, all’interno dell’Unione Industriale di Vercelli, si sta svolgendo un incontro al quale sono presenti i rappresentanti dell’azienda e i sindacati.

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Le reazioni dei lavoratori

E davanti alla sede di Confindustria Vercelli molti sono i lavoratori che hanno voluto manifestare il loro dissenso a questa ristrutturazione aziendale.

Alcuni lavoratori, infatti, hanno spiegato:

“Ci hanno chiamati in riunione e come se niente fosse ci hanno detto che 83 di noi erano di troppo e che ci lasciavano a casa. Per noi è stato un fulmine a ciel sereno, ci hanno trattati davvero male”.

Un altro commento a caldo:

“Ti chiedono sempre il 110%… poi quando dai il 95 non gli basta più”.

Altri fanno notare che si tratta di un furto di brevetti e clienti. Un gruppo di operaie tuona:

“Il nostro è un lavoro di grande precisione e responsabilità. Cuciamo a mano la parte biologica delle valvole, quella che verrà a contatto del corpo dei riceventi, collegata alla parte meccanica. Ci vogliono sei mesi di corso per poter essere in grado di operare. Sappiamo che altrove questa parte di lavoro, che è simile a quella del chirurgo, viene svolto con la macchina per cucire. Nessuno è mai morto per colpa delle nostre valvole che sono le migliori”.

Gli sviluppi della situazione sono stati adombrati da altri:

“Il reparto delle valvole biologiche di fatto tiene insieme l’intera produzione. Se chiudono quello non passerà molto tempo che smantelleranno tutta l’azienda”.

Una preoccupazione condivisa da Gian Luigi Guasco, segretario di Vercelli della Uiltec-Uil:

“Si rischia la crisi occupazionale più grave degli ultimi anni sul nostro territorio. Oggi sono 83 lavoratori ma a rischio sono tutti e 400. Non solo, anche molte delle altre aziende del comprensorio biomedico di Saluggia, che lavorano in qualche modo con LivaNova, rischiano contraccolpi. Oggi le varie aziende operanti (tutte in mano a multinazionali) impiegano circa 1.500 persone quando fino a pochi anni fa il distretto ne aveva 2.000. E si tratta peraltro dell’unico comparto hi-tech nella provincia”.

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