La crisi da congiunturale si è trasformata in strutturale nel polo industriale di Saluggia. In maniera particolare per l’azienda americana LivaNova dove 61 persone saranno licenziate nelle prossime settimanale.

LivaNova, licenziati 61 dipendenti

La crisi da congiunturale si è trasformata in strutturale nel polo industriale di Saluggia. In maniera particolare per l’azienda americana LivaNova dove 61 persone saranno licenziate nelle prossime settimanale. Una notizia che lunedì 3 dicembre è arrivata ai lavoratori dell’azienda. Naturalmente all’incontro sono convocati solo quei lavoratori che perderanno il posto di lavoro.  Una terribile notizia che arriva da uno dei poli industriali più importanti del territorio locale. Oltre mille, infatti, i dipendenti di quella che un tempo era la Sorin, oggi LivaNova dopo il passaggio.

L’annuncio

«Lunedì 3 dicembre – spiega il sindacalista vercellese Cgil Severino Gaspararini – è stata aperta una procedura di eccedenza del personale che toccherà 61 lavoratori della LivaNova. Questa situazione è il frutto della contrazione di richieste dei prodotti realizzati in quest’area. Una contrazione che nel 2018 aveva già portato l’azienda ad attivare la cassa integrazione straordinaria. Ma prima si trattava di una crisi congiunturale, ora non è più così».
Gasparini è molto preoccupato: «Come avevamo già detto nei primi mesi dell’anno, secondo le nostre analisi la cassa integrazione l’azienda era stata obbligata ad attivarla perché i lavoratori impiegati erano troppi. Avevamo ipotizzato che con circa un centinaio in meno questa procedura non si sarebbe resa necessaria. E, sfortunatamente, quello che noi avevamo immaginato ad inizio 2018 ora diventa realtà. Ma quota 100, un termine molto in voga in questi ultimi mesi (anche se il Governo la usa per parlare delle pensioni), non è stata raggiunta perché la società appunto si è parlato di 61 posizioni lavorative. Va ricordato, infatti, che loro non parlano mai di persone ma di posizioni perché possono esserci più persone con la stessa posizione e non per tutte deve per forza esser previsto il licenziamento. Durante l’incontro di lunedì scorso abbiamo potuto constatare un significativo numero di lavoratori prossimo alla pensione, ad alcuni mancano pochi mesi per raggiungerla. Altri lavoratori, invece, saranno lasciati a casa anche se lontani ancora dall’ottenere pensione. Dunque dovremmo cercare un modo per ridurre al massimo l’impatto sociale che questa manovra avrà. Tutti i licenziati avranno comunque l’attivazione della NASpI, l’indennità mensile di disoccupazione».

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La crisi

LivaNova, l’azienda che ha acquisito la Sorin, da tempo sta vivendo un momento molto difficile. Nei mesi scorsi, infatti, i lavoratori sono stati sottoposti alla cassa integrazione straordinaria.

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