Crisi in minoranza, Elia Demin scarica il gruppo guidato da Chiara Barone. Ma lei spiega: «I motivi adottati sono del tutto privi di senso, un pretesto per giustificare una scelta presa da tempo».

Crisi in minoranza

Si annunciano settimane di fuoco quelle che si appresta a vivere la politica livornese dopo la clamorosa decisione del consigliere di opposizione Elia Demin, che lunedì scorso ha formalizzato a sorpresa il suo addio al gruppo di minoranza “Cambiare si può”. Un terremoto in grande stile, dunque, che arriva dopo un periodo di calma piatta, durante il quale l’opposizione guidata da Chiara Barone si era limitata a piccole “punture di spillo” nei confronti del sindaco Stefano Corgnati e della sua maggioranza, ma nulla rispetto ai botta e risposta dei primi mesi.

La scelta di Demin

Cosa c’è dietro la decisione di Demin? A raccontarlo è lui stesso, che spiega: «Tengo a precisare che sono un “novellino” della politica e che mai avrei pensato che questa esperienza potesse avere questo epilogo», premette prima di svelare il perché del suo addio al gruppo di minoranza. «Trascorso ormai più di un anno dall’inizio del mandato, non avendo effettuato in nessun modo il percorso di crescita che mi ero prefissato ed essendo mancati continui e costruttivi momento di confronto con i componenti del gruppo “Cambiare si può”, ho deciso di comunicare la mia uscita dal gruppo». Tradotto, scarsa collaborazione e mancato confronto hanno spaccato la minoranza, in cui la tensione è dunque molto più forte di quanto apparisse all’esterno. Poi, aggiunge Demin: «Resta immutata la mia voglia di imparare a crescere per poter costruire qualcosa per il mio paese. La mia attività di consigliere proseguirà dunque in forma indipendente».

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La replica di Barone

A stretto giro di risposta, è arrivata la replica di Barone, che lo accusa di voler fare il “salto della quaglia”.«Prendo atto della decisione di Demin, ma ritengo che le motivazioni addotte siano del tutto prive di senso e siano solo un pretesto per giustificare una scelta presa da tempo. Se penso che ognuno sia libero di fare le proprie scelte, penso anche che alla base ci debba essere il rispetto per chi ti ha votato in quanto esponente di un certo programma e parte di un determinato gruppo. Senza dubbio, il ruolo dell’opposizione non è facile: richiede tempo, studio e talvolta anche un briciolo di coraggio. Se manca questo mix, se ne prende coscienza, si fa tesoro dell’anno di esperienza e si passa il testimone, ipotesi che sta valutando il consigliere Pino Posca. Sedere in Consiglio, da indipendente, da solo, non servirà a nulla a meno che questo momento non sia una rincorsa per un bel “salto della quaglia”». Non resta dunque ora che cosa farà Posca, se si dimetterà o passarà anche lui tra nel gruppo indipendente.

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