Crisi Vigo: a rischio 69 dipendenti degli stabilimenti del territorio. Sono 39 i lavoratori della sede di San Mauro e 31 di Chieri, i numeri della crisi dell’azienda.

Crisi Vigo

Per tutti i 69 dipendenti in forza alla Vigo Autoindustriale, società specializzata in “trasporto di fabbrica” (servizi regolari privati per il trasporto di operai e impiegati),  è stata avviata la procedura di licenziamento collettivo, “conseguenza – a quanto comunicato dalla direzione della Vigo -, di un periodo di crescenti difficoltà aziendali che ha compromesso la possibilità di garantire un servizio efficiente e adeguato alle mutate esigenze operative e ambientali”. Oggi la Vigo è in liquidazione e cesserà lo svolgimento di ogni esercizio al 31 dicembre 2018. La situazione più critica riguarderebbe 38 lavoratori della sede di San Mauro-Pescarito che svolge attività di noleggio e servizi in subaffido per conto delle società Sadem e Canova che, a differenza dei 31 lavoratori di Chieri, non dovrebbero essere assorbiti dalla Cavourese, la società che ha dimostrato interesse presentando un piano di riorganizzazione del servizio. Per i dipendenti di San Mauro sarebbe previsto un periodo di cassa integrazione.

Il caso arriva in Regione Piemonte

“La Regione metterà in campo tutti gli strumenti a sua disposizione per salvaguardare i 69 dipendenti  a rischio licenziamento della società Vigo Autoindustriale con sede a San Mauro torinese e Chieri. Il tavolo con azienda, sindacati e Assessora al lavoro, è convocato per la prossima settimana, in questa occasione faremo il possibile per trovare soluzioni idonee a una definizione positiva della vicenda”. È quanto dichiarato in aula dall’assessore alle Politiche sociali Augusto Ferrari, nel rispondere alle question delle consigliere Nadia Conticelli (Partito democratico) e Francesca Frediani (Movimento 5 stelle).

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I commenti

Preoccupazione e intenzione a collaborare da parte della Regione Piemonte. Concorde sul da farsi le consigliere Conticelli e Freudiani.

“È necessario, oggi, agire su un doppio fronte, ovvero da un lato tutelare i lavoratori coinvolti nella procedura di licenziamento e, dall’altro, assicurare un servizio efficiente di trasporto pubblico della provincia di Torino. Tutti i posti vanno salvaguardati anche nel rispetto del Protocollo d’intesa occupazionale nel settore Trasporto pubblico locale per il comparto Autoferrotranviari siglato nel luglio 2015 anche dalla regione Piemonte, che, tra le clausole di salvaguardia sociale,  prevedeva l’assorbimento di tutti i lavoratori in caso di subentro di una nuova società”.