Elezioni regionali 2019: ha vinto Cirio, Chiamparino si fa da parte. Potrebbe lasciare la politica.

Le prime dichiarazioni di Chiamparino

“Valuteremo le modalità con cui uscire dal consiglio dopo l’insediamento”.

Sergio Chiamparino ha deciso si farà da parte, almeno dal consiglio regionale, ma più probabilmente potrebbe lasciare la politica attiva.

Dopo aver telefonato ad Alberto Cirio per complimentarsi con il nuovo presidente della Regione, ha preso la sua decisione: non sarà sui banchi di Palazzo Lascaris.

“In tutti i regimi democratici quando si perde si va a casa. Quando si insedierà il nuovo Consiglio regionale valuterò con la coalizione opportunità, tempi e modalità di lasciare il mio seggio a qualcun altro per dare inizio a una nuova fase – ha detto in conferenza stampa – Mi son sentito di combattere questa ultima battaglia e l’ho persa. Non credo di
aver più molto da dire. Non me ne vado sbattendo la porta – ha precisato – ma mi sembra ragionevole metter a disposizione il mio seggio per portare nuova energia”.

Così Cirio

Onore delle armi da parte del vincitore:

“Chiamparino è una persona molto per bene – ha detto Cirio, quando ha saputo della decisione del suo competitor – che io rispetto molto. È stata una campagna elettorale ricca di contenuti che saranno bagaglio prezioso per il lavoro dei prossimi mesi”.

Ricordando la telefonata ricevuta dal governatore uscente, Cirio ha spiegato che “con Chiamparino ci vedremo nei prossimi giorni per il passaggio di consegne”. E poi l’annuncio di voler incontrare tutti i precedenti presidenti della Regione, nessuno escluso: “Sarà un momento importante per non rifare errori del passato e mantenere le cose buone che ci possono essere”.

Leggi anche:  Caso Greggio-Segre: Cruciani chiama, ma il sindaco di Biella... dorme

Giorgio Bertola, M5S

“Al nuovo Presidente del Piemonte gli auguri di buon lavoro. Faremo un’opposizione senza sconti come avvenuto negli ultimi 5 anni con Chiamparino e come è nella natura del Movimento 5 Stelle. Continueremo a lavorare con serietà sui temi che dal lontano 2010 contraddistinguono la nostra presenza in Consiglio regionale: sanità pubblica, trasporto pubblico locale, lavoro, tutela dell’ambiente e del territorio, scuola e cultura. Ci aspettavamo un risultato migliore, quanto ottenuto è in larga parte frutto di un trend nazionale”.