Il problema colombi è più che mai vivo in città. Tanti, infatti, sono quelli che si lamentano degli escrementi e delle loro carcasse. Così abbiamo deciso di chiedere ai quattro candidati a sindaco di Crescentino di intervenire, spiegando cosa faranno qualora vincessero le elezioni.

Fabrizio Greppi – Insieme per Crescentino

«Il problema piccioni è grande e non è mai stato risolto (in nessuna città italiana) e non saranno i possibili nuovi amministratori a farlo. O la Regione ne permette l’abbattimento – controllato, per carità -, o avremo sempre più danni. Chi deve cercare “l’ultimo voto” è logico che venda l’anima al Diavolo; ma non risolverà il problema. Lo ha fatto anche la “madrina della lista del PD” di Ferrero, Marinella Venegoni: risultato zero. Io, 15 anni fa, mi sono informato bene anche per i falchi: ho evitato di far spendere al Comune decine di migliaia di euro per ottenere nulla. E oggi più di allora trovo immorale sprecare tutte queste risorse (che non ci sono, tra l’altro,) per ottenere nulla. Dimostrazione: negli aeroporti, dove c’è un rischio enorme, devono averli quotidianamente in servizio per tenerli lontani, con i costi conseguenti. Non dar loro da mangiare ed evitare di farli appoggiare sulle case, certo, aiuterebbe. Il regolamento comunale prescrive questo; il resto, scusatemi, è “fuffa pre-elettorale”».

Ilenia dell’Infante – Movimento 5 Stelle

«Intendiamo agire immediatamente, in modo concreto, in due direzioni e in due fasi: prima di tutto attuando tutte le misure che la normativa definisce “incruente” in cui riponiamo molte aspettative e che contraddistinguono il nostro modo di operare nel pieno rispetto degli animali. Adotteremo tutte le possibilità percorribili in tal senso, dall’occlusione fisica mediante reti dei siti ora colonizzati, all’adozione di rapaci come avvenuto in altri Comuni, fino ad interventi mirati a concernerne la proliferazione mediante sterilizzazione e riduzione della fertilità. Questa prima fase durerà un anno, verrà monitorata costantemente e porterà all’ufficializzazione dei risultati conseguiti. Intendiamo in ciò attenerci alle prescrizioni di Ispra come ente tecnico preposto e di Lipu e Legambiente come associazioni ambientaliste che coinvolgeremo nel progetto. Se alla fine del 2020 non si sarà raggiunto con i metodi descritti un risultato idoneo alla piena tutela della salute pubblica, allora dovremo prendere tutti atto che è inevitabile l’adozione di un piano di contenimento controllato di tipo diverso. Intervenendo in due fasi, qualora non fosse sufficiente la prima, come sopra illustrato, porremo Crescentino in condizioni di decoro e di sicurezza sanitaria, proteggendo anche il Comune da eventuali ricorsi».

Leggi anche:  Elezioni comunali 2019: ecco le due liste di Castagneto Po

Salvatore Sellaro – Crescentino Libera Campo Progressista

«Prenderei una parte del denaro speso per le feste e chiamerei degli esperti per valutare il problema».

Vittorio Ferrero – Crescentino Viva

«Il “problema piccioni” è qualcosa di annoso a cui bisogna fin da subito porre rimedio. Anche io personalmente, abitando in centro città, vedo ogni giorno quanta sporcizia e guano ci siano. È dovere di ogni amministrazione trovare ogni utile soluzione. Credo che la strategia migliore sia quella di utilizzare più sistemi di contrasto differenti per avere un maggior risultato. Ad esempio: piani di abbattimento (che in campo aperto si possono fare tranquillamente, ad esempio gli agricoltori nei propri campi possono abbattere i piccioni), catture selettive, distribuzione di mangime antifecondativo, uso di falconieri ed un incentivo al posizionamento di dissuasori. Ad esempio la Provincia di Novara ha elaborato un piano strategico per il controllo del piccione per gli anni 2018-2023, per la Provincia di Vercelli non ho notizie se abbia fatto altrettanto. Ritengo che il piano di Novara potrebbe essere uno spunto utile per avviare una discussione e mettere in campo azioni efficaci. Qualcuno ha detto che le soluzioni proposte non possono funzionare, ritengo che aver già provato non deve escludere l’opportunità di continuare a provarci fino a che il problema non venga risolto o mitigato».