Il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte ospite a Torino per una manifestazione dedicata all’ambiente.

Il Premier Giuseppe Conte a Torino

Il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte è stato ospite nella mattinata di oggi, martedì 4 giugno 2019, a Torino. L’occasione è stata quella dell’accordo del Clean Air Dialogue, un incontro finalizzato alla firma di un protocollo con impegni precisi per ridurre l’inquinamento dell’aria.

Si tratta di un lavoro che ha visto uniti in una comunione d’intenti la presidenza del Consiglio e i ministeri dell’Ambiente, dell’Economia, dello Sviluppo economico, delle Infrastrutture e dei trasporti, delle Politiche agricole, alimentari e forestali e del turismo, della Salute, nonché le Regioni e Province autonome.

Come spiega il Ministero dell’Ambiente.

L’intervento del Premier Conte

Dopo i saluti di rito e i convenevoli istituzionali alla bilaterale sull’ambiente, Giuseppe Conte ha puntato dritto al centro dell’impegno dell’Italia nella difesa dell’ambiente. Di seguito, quindi, la prima parte del suo intervento istituzionale a Torino.

Con il “Clean Air Dialogue” il Governo italiano intende infatti dare convinto impulso ad un percorso virtuoso, in cui Istituzioni e società decidano misure e azioni, e diano attuazione alle stesse, per un obiettivo comune, che unisce e lega il presente al futuro.
Come ho avuto modo anche di osservare in varie altre sedi, è emblematico che siano i giovanissimi portatori di questa sensibilità che ci ricordino la responsabilità anche che abbiamo riguardo alla tutela dell’ambiente che dev’essere globale. Per essere davvero tale, infatti, deve trovare concreta testimonianza nell’impegno di ciascuno di noi. Occorre un approccio inclusivo, da parte delle Istituzioni, perché gli obiettivi che ci proponiamo di perseguire in materia ambientale, in questo caso il miglioramento della qualità dell’aria, non rimangano ostaggio di procedure o anche di decisioni prive di sufficiente trasparenza e lontane dai cittadini.
La lotta all’inquinamento dell’aria è, direi per definizione, un’esigenza, morale e ad un tempo è politica, che un bene venga tutelato nel rispetto, e con l’impegno di tutti. L’Italia, ma devo dire con altri Stati Membri dell’Unione Europea, non è ancora pienamente in linea con le direttive europee sulla qualità dell’aria. Dobbiamo impegnarci ancora di più.

Clean Air Dialogue, che cos’è

A spiegare il senso di Clean Air Dialogue che si tiene a Torino oggi e domani ci pensa una nota stampa del Ministero dell’Ambiente.

Si tratta di un lavoro che ha visto uniti in una comunione d’intenti la presidenza del Consiglio e i ministeri dell’Ambiente, dell’Economia, dello Sviluppo economico, delle Infrastrutture e dei trasporti, delle Politiche agricole, alimentari e forestali e del turismo, della Salute, nonché le Regioni e Province autonome.

Le misure riguarderanno i tre settori maggiormente responsabili dell’inquinamento: trasporti, agricoltura e riscaldamento domestico a biomassa, sui quali ogni ministero assume impegni concreti a supporto dei Clean Air Dialogues. Un appuntamento internazionale cruciale che il 4 e 5 giugno, nel capoluogo piemontese, vedrà gli stati membri dell’Unione Europea e i portatori d’interesse nei vari settori riuniti in un confronto serrato, con l’obiettivo di condividere e promuovere le misure più efficaci e le migliori pratiche, presentare i progressi  raggiunti, promuovere le sinergie tra le politiche sulla qualità dell’aria, sul clima, sull’energia, sui trasporti, sull’agricoltura e sulla sanità pubblica. Ai Clean Air Dialogues l’Italia arriva dunque preparata, con precise azioni di contrasto dell’inquinamento atmosferico da condividere con l’Europa, per delineare la  direzione futura della politica dell’Unione sull’aria pulita.

Le domande sul Governo

Inevitabili, da parte dei cronisti torinesi, le domande sulla tenuta del Governo dopo gli attriti che sono stati evidenziati nelle ultime settimane tra le due fazioni di governo. Il premier, però, ha rassicurato sulla tenuta del Governo nazionale e, soprattutto, sull’intenzione di rispettare gli impegni assunti all’inizio della Legislatura.

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