Adesso si discute per la convocazione della nuova seduta del parlamentino di Settimo Torinese.

Il primo Consiglio comunale di Settimo è da rifare

Parte in salita l’inizio della legislatura della neo-sindaca di Settimo Elena Piastra. Il primo Consiglio comunale, infatti, è da rifare. La causa? Vizi di forma nella gestione delle delibere approvate nel corso della prima seduta dell’assise nella sala consiliare Giovanni Ossola.

Dopo la discussione in conferenza capigruppo di ieri, lunedì 8 luglio, attraverso la quale i consiglieri di minoranza hanno evidenziato una irregolarità sulla gestione di una delle delibere all’ordine del giorno della prima seduta di insediamento dello scorso 27 giugno, la Presidenza del Consiglio ha comunicato nella mattinata di oggi, martedì 9 luglio, la decisione di procedere a una nuova seduta del parlamentino settimese.

Il fatto

Nel mirino c’è la delibera di “surroga” del consigliere eletto Alessandro Scopel a beneficio del consigliere Niccolò Farinetto (candidati entrambi nel Pd). Il caso è emerso dopo che, non rispettando la procedura “canonica” prevista dalla Legge, il consigliere entrante Farinetto, era già seduto tra gli scranni del Consiglio comunale al posto del dimissionario Scopel che, proprio nella giornata del 27 giugno scorso, aveva presentato la rinuncia all’elezione alla carica di consigliere comunale.

La polemica

Feroce l’opposizione su questo tema, spaventata dalla possibile creazione di un “grave” precedente che, in caso di contestazioni, avrebbe potuto rendere nulli i successivi atti del Consiglio comunale settimese. «Chiediamo l’annullamento in autotutela perché è stata effettuata una procedura che ha determinato un’illegittimità della seduta del Consiglio stesso», riassumeva ieri Massimo Del Vago, leader M5S, che ha richiesto la convocazione d’urgenza di una capigruppo. La procedura a cui Del Vago e colleghi (l’ex sindaco Fabrizio Puppo, Antonio Mencobello e Rosa Catenaccio) fanno riferimento riguarda la surroga del consigliere di maggioranza Alessandro Scopel e l’entrata del primo nome tra i non eletti della lista Pd, Niccolò Farinetto. Dimissioni non annunciate al resto del parlamentino e quindi una procedura non idonea nella forma che ha suscitato tra le minoranze il dubbio che le delibere adottate dal Consiglio comunale non fossero valide poiché votate da un consigliere non legittimamente nominato.

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Che cosa è successo

La delibera, inserita all’ordine del giorno e discussa con i candidati sindaco insieme a Piastra prima della seduta del 27 giugno in sala Ossola, non coincideva con quella letta durante la prima seduta, cioè non evidenziava alcun riferimento alla surroga. Inoltre, nell’appello nominale letto dalla segretaria comunale durante il Consiglio, il nome di Scopel non compariva (anziché farlo risultare assente o come consigliere rinunciatario), ma era invece presente quello di Farinetto che, fino alla surroga del consigliere, non avrebbe avuto alcun titolo a sedere tra gli scranni del parlamentino, né partecipare alle discussioni e alle operazioni di voto come invece è accaduto.

La decisione: Tutto da rifare

La Presidenza del Consiglio, dopo un’attenta analisi delle osservazioni mosse ieri nel corso della capigruppo, ha quindi scelto di annullare la delibera di nomina dei Consiglieri comunali eletti, e quindi quella della surroga del consigliere Alessandro Scopel con Niccolò Farinetto.

Insieme a questa delibera, pertanto, sono state annullate anche le successive delibere approvate nel corso della serata del 27 giugno, quella relativa alla nomina del membro della Fondazione Ecm (Michele Fornasero, eletto in quota maggioranza) e quella relativa all’istituzione delle tre commissioni consiliari permanenti.

L’intervento della Presidente del Consiglio Carmen Vizzari

E’ stata proprio la Presidente del Consiglio comunale Carmen Vizzari a comunicare quanto deciso dall’Amministrazione comunale.

E’ stata presa in esame la rilevazione mossa relativamente al presumibile vizio di forma nella convalida dei consiglieri comunali eletti. Prendiamo atto che effettivamente la surroga, così come inserita in delibera non avrebbe potuto pregiudicare il buon andamento. In ogni caso, tenuto conto che stiamo parlando dell’atto principe del Consiglio, c’è un'”apertura” così come annunciato nel corso dell’incontro di ieri. Con questo iter andiamo quindi a sanare il vizio di forma.

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