Il San Mauro Calcio sfrattato dall’Einaudi. L’assessorato al Bilancio ha avviato la procedura, affidando l’incarico allo studio legale Merani Vivani.

Il San Mauro Calcio sfrattato dall’Einaudi

Parte lo sfratto per il San Mauro Calcio.  Dopo anni di trattative, di tentativi di trovare un punto di incontro, la strada per la conciliazione, il Comune ha affidato l’incarico legale per procedere allo sfratto della società sportiva dalla sede del campo Einaudi. Attraverso al delibera di Giunta 168/2019, pubblicata sull’albo pretorio nei giorni scorsi, l’Amministrazione si rivolge allo studio legale Merani Vivani.

La delibera

Il contratto stipulato tra il Comune e il San Mauro Calcio risale al 2002, quando è stato affidata una struttura del campo Einaudi affinché la società sportiva potesse istituire la propria sede. Un contratto che prevede un canone di locazione e il pagamento delle utenze. Spese che, tuttavia, secondo quanto si legge nella delibera di Giunta, non sono mai state pagate.
In questi anni di mandato Bongiovanni, l’Amministrazione avrebbe più volte cercato di incontrare la società per concordare un piano di rientro del debito, senza tuttavia riuscire a trovare la mediazione. «Non si è trovato accordo con la società – conferma l’assessora al Bilancio, Alessandra Mazza -. In questi anni abbiamo faticato molto a trovare un accordo con l’associazione, sebbene ci siamo resi disponibili a fare diversi incontri. La scorsa estate hanno avanzato un’offerta, ma la quantificazione proposta non poteva essere accettata».
La delibera 168, tuttavia, è solo la prima dei documenti riguardanti la situazione debitoria della società calcistica. «Questa prima delibera riguarda unicamente gli immobili – aggiunge Mazza -, successivamente ne approveremo una sulle utenze non pagate degli ultimi due anni (quelle precedenti sono andate in prescrizione)».

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I numeri

Il debito maturato per i canoni di locazione è pari a 27.561 euro. Gli oneri accessori per gli anni tra il 2017 e il 2019, invece, sono di 13.314 euro. Un totale debitorio di 40.875 euro.
«Inizialmente il Comune aveva chiesto 53 mila euro – spiega l’assessora -, con la riquantificazione abbiamo avanzato l’istanza di 40 mila euro. Loro hanno risposto, in un primo tempo, con 12 mila euro, divenuti 20 mila con la proposta avanzata nei mesi scorsi tramite il loro avvocato». Un piano di rientro, inoltre, che prevedeva il pagamento di 20 mila euro con un pagamento mensile di mille euro. «Il nostro intento, fino all’ultimo, era quello di trovare una conciliazione precontenziosa come abbiamo fatto con tutte le associazioni del territorio che si trovavano in una situazione di morosità – conclude Mazza -. Ma la loro proposta non può essere meritevole di accoglimento, pertanto non siamo riusciti a definire la situazione in modo bonario».
Avviato il contenzioso legale, il cui fine ultimo è quindi lo sfratto dell’associazione sportiva dai locali comunali.

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