La notizia è che dopo settimane di battibecchi, sulla Tav M5S e Lega hanno trovato per la prima volta un’intesa. Anche se a conti fatti non è poi questa grande intesa: in pratica i due partiti, per mano dei rispettivi capigruppo alla Camera, hanno sottoscritto e depositato una mozione congiunta. E il succo è: il progetto della Tav Torino-Lione va ridiscusso integralmente.

Salvini e Di Maio solo poche settimane fa

Solo poche settimane fa il vicepremier Matteo Salvini in visita al cantiere di Chiomonte, in Val Susa, aveva ribadito:

“Ci sono 25 chilometri di tunnel già scavati, se finire la Tav costa lo stesso che buttarla via, allora io sono qui per finirla, piuttosto che riempire di sassi dei buchi nella montagna”.

Ma l’altro vicepremier, Luigi Di Maio, aveva subito frenato, parlando addirittura di “cantiere mai veramente partito” e ribadendo che a suo avviso sarebbe più opportuno dirottare le risorse per finire l’opera sulla metropolitana di Torino oppure sulla nuova superstrada Asti-Cuneo.

L’analisi costi-benefici che dice?

Da allora come Godot in Parlamento s’è aspettata la famosa analisi costi/benefici per stabilire se conviene o meno finire l’opera. Lo studio commissionato dal ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli dice in soldoni che la Torino-Lione sarebbe una linea “in perdita”.

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Da qui la sgommata con tanto di freno a mano come nei rally, per la “gioia” di Francia e Ue (e pure del Ministro dell’Economia Tria, secondo cui i cantieri in corso vanno comunque sempre completati) e con il Pd all’oposizione che in uno sprazzo di ritrovata vivacità arriva a parlare addirittura di “voto di scambio” fra Carroccio e pentastellati dopo il salvataggio di Salvini sul caso Diciotti.

Chiamparino: “Pietra tombale”

“Se la maggioranza approverà questa mozione, sarà come mettere una pietra tombale sulla Torino-Lione”.

Così il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino. E già pochi giorni fa Telt (la società italo-francese a cui è affidata la realizzazione della linea) aveva già rinviato il bando per l’assegnazione di circa 2 miliardi di lavori proprio a causa delle differenti vedute in seno alla maggioranza gialloverde.

 

daniele.pirola@netweek.it