No alla centrale: la vittoria degli ambientalisti.

No alla centrale

Il Consiglio Comunale ha detto no all’impianto di trattamento Forus per la produzione di biometano e compost proposto dalla ditta Ferplant srl. Una scelta inaspettata, quella di giovedì 26, tanto che gli ambientalisti si sono presentati per fare fronte comune contro un’eventuale decisione a favore della centrale.

Le parole del sindaco

«Fino ad oggi, hanno espresso pareri contrari i Comuni limitrofi di Verolengo e Torrazza, mancava solamente il parere del nostro Comune che si è riservato di riflettere prima di esprimersi. Esprimo parere sfavorevole in quanto mi preoccupa l’impatto odorigeno di questo impianto che potremmo ridurre ma non contenere e monitorare continuamente. Tante sono le perplessità e il mio parere personale è che ci sarebbero certezze ad impianto realizzato ma probabilmente sarebbe troppo tardi».

Quando viene presa una decisione politica si ponderano sia gli aspetti negativi che quelli positivi della questione e sono stati proprio questi ultimi ad essere messi in evidenza dal vicesindaco Maurizio Martin:

«Non bisogna dimenticare che la realizzazione di questo impianto, destinato all’utilizzo dell’organico, ramaglie e sfalci contrariamente a quanto è stato detto dagli attivisti, potrebbe portare occupazione sul territorio, da una decina sino ad una quindicina di posti di lavoro. Gli ambientalisti (non a caso pensionati o lavoratori) che si sono attivati per tutelare la salute dei cittadini hanno ignorato questi aspetti che sarebbero un’opportunità per il paese».

Parere sfavorevole da tutto il Consiglio

Alla votazione sfavorevole unanime da parte della maggioranza si è aggiunta quella dei consiglieri di minoranza, unico voto favorevole è stato quello del consigliere Davide Cambursano, Presidente della Commissione Ambiente. E’ stato lui a riferire che la Commissione ha dato parere favorevole alla creazione dell’impianto, condizionato da alcune richieste quali il monitoraggio della qualità dell’aria da parte dell’Arpa, la realizzazione della valutazione dell’impatto sanitario, l’eliminazione del codice Cer 12 (categoria di rifiuti prodotti dal trattamento di metalli e plastica), le finalità inconvertibili dell’impianto, l’installazione di due piezometri di falda, la richiesta di dismissione e ripristino a fine attività, la necessità di un protocollo d’intesa fra il Comune e l’azienda.

«Verranno a meno tutte queste condizioni richieste, nel caso in cui i Comuni si esprimano contrari al progetto mentre lo approvi la Città Metropolitana – ha detto Cambursano -. E’ in Conferenza dei Servizi che tutti gli enti tecnici hanno si sono dichiarati favorevoli al progetto».

Si attende il parere di Città Metropolitana

A concludere, il Sindaco De Ros che ha precisato che la decisione finale spetterà al vicesindaco della Città Metropolitana Marco Marocco. A lui rivolgono un accorato appello gli ambientalisti che, visibilmente soddisfatti della scelta del Comune di Rondissone, riferiscono mediante la loro rappresentante Barbara Squillace:

«Ci appelliamo a Marocco affinchè neghi l’autorizzazione finale in Città Metropolitana di questo progetto. Ringrazio l’Amministrazione Comunale a nome dei cittadini per avere capito le criticità relative al progetto nonchè i Sindaci dei Comuni limitrofi. Il nostro pensiero va  a tutti quegli abitanti del complesso delle case 2001 (composto da sessanta alloggi con 133 persone) che disterebbero poco più di 400 metri da questa centrale che porterebbe un impatto negativo sulla loro salute e sull’ambiente ma anche sul loro patrimonio».