Per essere sindaco di Rondissone Antonio Magnone rinuncia alla direzione lavori della Casa di Riposo La Rondinella.

Magnone rinuncia alla direzione lavori della Casa di Riposo

Inizio di mandato frizzante per il neo sindaco Antonio Magnone a Rondissone. Infatti, proprio nel momento dell’esame delle condizioni di candidabilità, eleggibilità e di compatibilità del sindaco eletto direttamente e dei consiglieri comunali il consigliere di minoranza Franco Giovannini ha sollevato due interrogativi. Il primo legato ad un incarico professionale del sindaco, il secondo dato dalla carica di rappresentate dei genitori all’interno del Consiglio d’Istituto del consigliere Veronica Pagliarulo. Magnone ha voluto subito precisare che lui, davanti ad un notaio, ha rinunciato alla direzione lavori dell’intervento della Casa di Riposo e che la carica di Pagliarulo quale rappresentate nel Consiglio d’Istituto non creava alcuna imcompatibilità. Dopo questa votazione, il giuramento del sindaco di fronte ad numeroso pubblico, tra cui anche i suoi genitori molto orgogliosi.

La Giunta

Poi la nomina della Giunta e anche su questo punto Giovannini ha voluto sottolineare come la giurisprudenza interpreta la norma sulla parità di genere anche nei Comuni con meno di 3mila abitanti dunque ha chiesto all’Amministrazione di adeguare lo Statuto comunale con questa clausola. La Giunta comunque rimane invariata, cioè con Davide Cambursano vicesindaco e Alessio Bessone assessore.

Le commissioni

Giovannini, che da anni fa amministrazione, ha poi chiesto il motivo per il quale si è portato a votazione la Commissione Agricoltura e non le altre quella Ambiente o Lavoro. Anche qui una risposta secca del sindaco spiegando che la Legge prevede che sia nominata nel primo consiglio quella agricoltura e non le altre.
In merito alla Commissione ambiente, il consigliere di minoranza Barbara Squillace ha spiegato ancora: «Noi non intendiamo ricoprire ruoli di presidenza assegnateci dal sindaco». Inoltre, sempre l’esponente di «CambiAmo Rondissone» ha espresso il suo rammarico sulla mancata discussione delle tre interpellanze da loro presentate: «Tra queste c’era quella inerente all’organizzazione della Patronale da parte di un’associazione. Ci auguriamo che non accada nulla da punto di vista della sicurezza».
Insomma, un primo Consiglio che ha già preannunciato il clima che si respirerà nei prossimi cinque anni.

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