Silvia Panico, Campionessa italiana di Slalom: «Lo sport è vita, ti permette di superare tutte le difficoltà».

Silvia Panico Campionessa di Slalom

Silvia Panico è una di quelle donne che quando la incontri ti trasmette energia pura. Il suo sorriso di mamma e moglie è contagioso. Grande sciatrice, la montagna fa parte del suo dna, ha salutato questo 2019 laureandosi campionessa italiana nei Master in Super Gigante e in Slalom Speciale. Ovvero tra le gare più impegnative, che ha affrontato con la grinta con cui morde solitamente la vita. Quella grinta che le ha permesso di strappare il titolo, nonostante da un anno combatta contro il male, da cui però non si è fatta fermare. Il titolo l’aveva già sfiorato nella passata edizione quando era salita sul secondo gradino del podio.  Quest’anno nulla l’ha fermata. A dimostrazione di come la malattia non sia un handicap, ma se la si sa affrontare diventa un’opportunità.

Il suo racconto

Contentissima ed emozionata Silvia ha commentato: «La malattia mi ha spezzato ma non distrutto e questa vittoria ne è la dimostrazione».
I campionati Master si sono svolti il 22, 23 e 24 febbraio a Roccaraso.
Come detto, la chivassese, unica rappresentante per il Piemonte e la Valle D’Aosta, il venerdì si è laureata campionessa italiana in Super Gigante, mentre la domenica campionessa in Slalom Speciale, riuscendo anche a conquistare il terzo gradino del podio in Slalom Gigante.
A dare forza alla campionessa chivassese il marito Claudio, noto oculista, e i figli. E’ proprio uno di loro, Dodo – maestro di sci e supervisore tecnico nelle ricognizioni dei tracciati di gara – che le ha prestato gli sci.
«Eh sì, quando ho appreso – ci racconta Silvia – che dovevo scendere con sci lunghi 1,95 metri, che danno velocità ma rendono però più complicato curvare, ho avuto un attimo di tentennamento. Ma quando si è aperto il cancelletto mi sono lanciata. Ed è arrivato il podio.
Una carica di adrenalina, una felicità indescrivibile. Che in qualche misura mi fanno dimenticare i mesi tristi e complicati che ho dovuto affrontare.
Non posso che ringraziare la mia famiglia che mi è sempre stata vicina e mi ha spronato a non mollare e il mio super allenatore Joelle Salto. Lo sport davvero ti insegna a vivere la vita con coraggio, a non arrenderti.
A Roccaraso, dove c’erano atleti di altissimo profilo, ho respirato un clima bellissimo. Tanta amicizia e solidarietà. Con me sono stati tutti bravissimi».
Vai Silvia… E grazie per questo esempio di grande coraggio.
Un messaggio importante per tutte quelle donne e uomini che credono di non avere un perché. Il perché esiste e lei lo ha dimostrato sia ai medici che alle sue compagne di disavventure che siamo certi ora potranno vivere con più entusiasmo questo momento difficile.

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