Zanovello e la sua vita per lo sport. La giovane atleta di Saluggia divide le sue giornate tra l’atletica e gli studi.

Zanovello e la sua vita per lo sport

Lo sport è la sua grande passione. Un amore che nutre sin da piccina. Prima la ginnastica ritmica, poi il nuoto per altri sei anni, sino a giungere nel mondo dell’atletica. Così è cominciata la carrieradi Miriam Zanovello che, nonostante i grandi impegni in questo ambito, non ha mai tralasciato lo studio. Miriam, infatti, ha 19 anni e dopo essersi diplomata al liceo scientifico di Chivasso, ha scelto di studiare all’Università di Novara biotecnologie.

«Ho sempre praticato sport fin da quando ero bambina, perché nasco in una famiglia in cui ogni componente ha praticato diversi sport. Pratico atletica da 8 anni e sono allenata da Mariella Detragiacche. Faccio 4 allenamenti a settimana, ma abitando in un paese piccolo come Saluggia, le condizioni per gli allenamenti non sono sempre ottimali, non avendo a disposizione una pista di atletica».

Sempre in gara

«Ho cominciato a fare qualche gara ad 8 anni, quando accompagnavo mia sorella che già praticava questo sport. Piano piano mi sono appassionata. Ho deciso di cominciare ad allenarmi più seriamente. L’obiettivo di ogni stagione è arrivare a fare il minimo ai Campionati italiani. Quest’anno sono riuscita a fare il minimo in tre specialità: prove multiple, salto in lungo e salto triplo. Ho quindi partecipato ai Campionati italiani individuali di prove multiple che si sono tenuti a Torino il 19 e 20 di maggio, nei quali mi sono piazzata alla nona posizione, mentre nel primo weekend di giugno ho preso parte ai Campionati italiani individuali ad Agropoli, dove ho fatto salto in lungo, salto triplo e la staffetta 4×400 con tre altre ragazze della mia società. In queste gare sono arrivata rispettivamente diciottesima, settima e quinta. Ho anche partecipato ai campionati italiani di società, che si sono tenuti a Bergamo il 23 e 24 di giugno, durante i quali ho nuovamente partecipato alle gare di salto triplo, salto in lungo e la staffetta 4×400, arrivando rispettivamente quarta, ottava e undicesima». La vita di Zanovello è divisa tra scuola e sport, perché, come è ben consapevole, diventare professionista non è un gioco da ragazzi: «Purtroppo diventare atleti professionisti in Italia non è così semplice, soprattutto in sport considerati minori. Per questo ho deciso di iscrivermi al corso di biotecnologie, continuare a studiare per tenermi aperta ogni porta per il futuro. Mi piacerebbe un giorno potermi trasferire all’estero per lavorare, cosciente del fatto che sarà difficile trovare lavoro come biotecnologa qui in Italia».

Atletica ma anche molto studio

«Lo sport per me è garanzia di sfogo e di distacco da tutto e tutti – continua – dai miei impegni universitari, dalle mie preoccupazioni, da ogni cosa che non sia fare al meglio il mio allenamento in quel preciso momento».

La sua routine

E come ogni atleta ha una quotidianità da rispettare:

«Alle 8 sveglia, alle 9.30 studio per gli esami universitari fino al pranzo che è alle 21. Alle 12.50 parto per Novara e alle 14 inizio lezioni in università. E poi, alle 18 fine delle lezioni e ritorno a casa. Comincia alle 19.30 l’allenamento e alle 22 è l’ora della cena cena. Dunque alle 23.30 arriva l’ora di andare a dormire».

Tra gli aspetti positivi, rispetto ad altre discipline, è il regime alimentare:

«Per fortuna- conclude – non devo seguire una dieta ferrea, ho un alimentazione varia e mediamente equilibrata. Cerco di evitare alimenti non indicati per uno sportivo ma ogni tanto mi concedo di sgarrare».